Masseria Nuova

MANDURIA

Terra dei Messapi e del rinomato Primitivo di Manduria Doc, la cittadina è uno scrigno di storia e leggende stratificatesi nei secoli. È terra fertile e antica quella di Manduria, che si estende a cavallo delle tre province di Taranto, Lecce e Brindisi. Appena giunti tra le sue vie è un cartello di benvenuto a salutare il visitatore facendogli sapere che questa è “città di Messapi”. Le tracce del valoroso popolo, infatti, fanno capolino un po’ ovunque a cominciare dall’estesa necropoli e le possenti mura megalitiche che ne delimitano l’antico centro. Manduria racchiude anche tesori di altre epoche e avvenimenti le cui tracce si sono incuneate tra i vicoli e nelle piazzette che si aprono all’improvviso nel borgo. Le architetture nobili e quelle più modeste si avvicendano lungo le sue strade dai basoli neri di pietra lavica fino a prendere la via delle campagne e fare da sfondo ai filari infiniti delle vigne di Primitivo. È così che dalle colonne che incorniciano possenti portali di dimore storiche o il Castello Imperiali dalle cento stanze ci si può addentrare nel dedalo di viuzze del Ghetto degli ebrei proprio dinanzi al grande rosone della Chiesa Matrice incastonato nella facciata romanica e sorvegliata dai leoni di pietra.

ARTE E CULTURA

L’anima più antica e gloriosa di Manduria si mostra nella necropoli messapica. Oggi Parco archeologico che racchiude oltre 2500 tombe dal VI al II secolo a. C. Fiancheggiando i resti della triplice cinta muraria si può immaginare l’epoca in cui i Messapi si dedicavano all’allevamento di cavalli e si preparavano a partire in battaglia contro i tarantini. A pochi passi dalle grandi mura la terra cela il suo segreto più prezioso: il Fonte Pliniano, stemma civico “vivente” della città. Una scalinata scavata nella roccia conduce in una grotta aperta dall’alto con al centro un pozzo da cui spunta un mandorlo. Il suo flusso d’acqua perenne e costante affascinò Plinio il Vecchio che lo citò nel suo “Historia naturalis”.

CHIESA SANTISSIMA TRINITA'

Scrigno di tesori antichi e custode della storia della città, la Chiesa madre di Manduria sorprende il visitatore con la sua imponente facciata al termine di una stradina del centro storico. La cinquecentesca Chiesa matrice di Manduria è intitolata alla Santissima Trinità, sebbene il patrono cittadino sia San Gregorio Magno. La chiesa fu eretta sul finire del XV secolo sui resti di una più piccola chiesa medievale ed è incastonata nel cuore del centro storico proprio dinanzi all’arco che introduceva al quartiere ebraico. Un altorilievo della Trinità domina la facciata con il grande rosone e il gusto romanico emerge nei due leoni di pietra ai lati dell’ingresso principale. La chiesa ha cinque navate, tre delle quali risalgono all’impianto originario, ed è sormontata da un pregiato soffitto ligneo. Dodici colonne con capitelli decorati da delfini e volti impreziosiscono la navata centrale, dove spicca il seicentesco pulpito in legno con teste di uomini e donne come simboli delle età del mondo. Il protettore della città, San Gregorio Magno, è rappresentato dalla statua in cartapesta opera del 1786 dei napoletani fratelli Trilocco. C

CHIESADELLO SPIRITO SANTO

Piccolo baluardo barocco, la Chiesa dello Spirito Santo conserva pregiate opere artistiche, tra cui di sicuro rilievo le tele di Pasquale Bianchi. Una solenne facciata barocca, ombreggiata dal campanile, è il biglietto da visita della Chiesa dello Spirito Santo a Manduria, nel cuore del centro storico. La Chiesa è ricca di arredi architettonici, scultorei e decorativi con il frontespizio di ordine dorico, l’organo, il pulpito, i due cori, le sei gelosie, la piccola sagrestia e i cinque altari. L’altare maggiore tutto in marmo policromo, lavorato a Napoli, conserva il Santissimo Sacramento e mostra due portellini, uno con vista nel convento per la comunicazione delle religiose e l’altro per custodire l'olio degli infermi. Pasquale Bianchi dipinse le cinque grandi tele che adornano gli altari, pitture fra le più interessanti delle chiese presenti nella città, regalate dall’autore al monastero a titolo di dote assegnata alla figlia che stava diventando monaca. Si notano, inoltre, sei sculture rappresentanti l’Immacolata, San Giuseppe, i Santi Arcangeli Gabriele, Raffaele, Michele e l’Angelo Custode, contenute nelle nicchie rischiarate dai grandi finestroni.

ANTIQUARIUM

La storia di Manduria si racconta nell’Antiquarium racchiuso tra le sale del Palazzo Comunale, che si innalza nel centro cittadino. Nel centro cittadino di Manduria, in piazza Garibaldi, il Palazzo Comunale è anche un vivace polo culturale. Alla collezione libraria della Biblioteca Comunale si aggiunge infatti un piccolo Antiquarium. La sezione espositiva racchiude alcuni reperti provenienti da scavi archeologici effettuati nel territorio, tra cui le caratteristiche ceramiche messapiche. I visitatori possono inoltre ammirare alcuni manufatti riconducibili all’età medievale e altri datati al periodo rinascimentale, che rappresentano una simbolica antologia del gusto artistico e decorativo locale e di una millenaria tradizione legata alla produzione di ceramiche e altre opere d’artigianato.

ENOGASTRONOMIA

Rosso, corposo, dal sapore gradevole e tendente al vellutato il primitivo di Manduria è un vino Doc dalle origini antiche la cui fama ha ormai varcato da tempo i confini nazionali e gli oceani. Gli infiniti filari del pregiato vitigno, denominato primitivo proprio per la sua precoce maturazione, si dilungano intorno alla città e rendono bene l’idea dell’ancora fiorente produzione mentre le numerose cantine hanno saputo tenersi al passo con i tempi e valorizzare la tradizione aprendosi ai visitatori e allestendo musei ricchi di storia vitivinicola.

PRIMITIVO DI MANDURIA DOC

Il Primitivo di Manduria è un vino DOC da pasto, prodotto nelle province di Brindisi e Taranto, con pregiatissimi rossi, ideali per piatti strutturati della tradizione mediterranea. Olfattivamente leggero e dal sapore gradevole, pieno, armonico, ha un bel colore rosso che tende al violaceo e all'arancione con l'invecchiamento nella versione normale. Il Primitivo dolce invece è rosso porpora intenso, con profumo persistente, fruttato, speziato. Il sapore è dolce, molto caldo, morbido, robusto di corpo. Il Rosso ha gradazione minima di 14°C, il Dolce naturale 13° C, il Liquoroso secco 16, 5° C e il Liquoroso dolce naturale 15° C.

OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA

Ha un colore verde o giallo con leggeri riflessi verdi l’olio extravergine d'oliva Terra d'Otranto a Denominazione di Origine Protetta. Ottenuto dalle varietà di Cellina di Nardò e Ogliarola per almeno il 60%, l’olio Terra d’Otranto DOP ha un odore mediamente fruttato con lieve sentore di foglia mentre il sapore è fruttato con una leggera sensazione finale di piccante e di amaro. La presenza di note aromatiche nell'olio Terra d'Otranto, ne fa prediligere l'utilizzo su pietanze di una certa consistenza, come grigliate di pesce, insalate, verdure bollite, legumi, pasta di grano duro.

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